SOLUZIONI DELLA I SESSIONE 2007: PROVA D'ESAME DEL 9 MARZO 2007
le risposte esatte sono in grassetto
1) Ai sensi dell’art. 98,
comma 2, del regolamento Consob n. 11522/1998,
la Consob irroga la sanzione pecuniaria nei confronti
di un promotore finanziario in caso di:
A) mancata consegna
all’investitore di copia della comunicazione informativa sulle principali
regole di comportamento del promotore finanziario nei confronti dell’investitore stesso;
B) violazione dell’obbligo di
riservatezza sulle informazioni acquisite dagli investitori;
C) inadempimento degli obblighi di
tenuta della documentazione previsti dall’art. 97 del
regolamento stesso;
D) esercizio di attività
incompatibili con quella di promotore finanziario.
La risposta esatta è fornita dal testo dell’art. 98, comma 2, lett. c) del regolamento Consob n. 11522/1998.
2) Che cosa è il “price earning
ratio”?
A) Il rapporto tra il prezzo di
mercato di un’azione e l’utile relativo a ciascuna azione;
B) Il rapporto tra l’utile
distribuito e l’utile conseguito da una società;
C) Il rapporto tra la capitalizzazione di Borsa e il dividendo distribuito da una
società;
D) Il rapporto tra il prezzo di emissione dell’azione ed il rendimento promesso all’atto
del collocamento.
Il “price earning ratio” (letteralmente rapporto prezzo/utili) è il rapporto ottenuto dividendo il prezzo di mercato di un’azione di una società e l’utile per azione conseguito dall’impresa nell’esercizio più recente. Corrisponde al tasso di rendimento di un titolo, misurandone il grado di attrattiva. In pratica, indica in quanto tempo gli utili conseguibili da un’azione eguagliano il prezzo pagato per il suo acquisto: quanto più basso è il rapporto, tanto più è conveniente acquistare il titolo.
3) Ai sensi del regolamento Consob n. 11522/1998, con riferimento alle informazioni
fornite da una SICAV in merito alle operazioni di sottoscrizione e disinvestimento disposte dagli investitori, quale tra le
seguenti affermazioni corrisponde al vero?
A) Le informazioni sulle
operazioni eseguite sono comunicate agli investitori dalla banca depositaria
con periodicità annuale, mediante l’invio di un prospetto riassuntivo al
domicilio degli investitori stessi;
B) La banca depositaria, con
periodicità trimestrale, provvede all’invio al domicilio degli investitori di
una comunicazione sulle operazioni eseguite;
C) La banca depositaria provvede
all’invio al domicilio degli investitori di una nota relativa
alle operazioni eseguite entro il quinto giorno lavorativo successivo a
quello di esecuzione delle operazioni stesse;
D) La SICAV provvede all’invio al
domicilio degli investitori di una nota relativa alle
operazioni eseguite entro il settimo giorno lavorativo successivo a quello di
esecuzione delle operazioni stesse.
La risposta esatta è data dall’art. 61, comma 4 del regolamento Consob n. 11522/1998.
4) Può un titolo azionario avere un
rendimento atteso pari a quello relativo al
portafoglio di mercato?
A) Sì, se il beta è negativo;
B) Sì, se il beta è pari a zero;
C) No, mai;
D) Sì, se il beta
è pari a uno.
Il beta di un titolo azionario rappresenta la sensibilità attesa del singolo titolo alle variazioni del mercato nel quale è quotato. In generale un titolo con beta pari ad uno è un titolo che reagisce alle fluttuazioni di mercato in modo proporzionale alle stesse. Un titolo con beta maggiore di uno è considerato un titolo aggressivo il cui rendimento amplifica le fluttuazioni del rendimento di mercato mentre un titolo con beta inferiore ad uno è considerato un titolo difensivo, che poco risente delle fluttuazioni di mercato.
5) Si definisce opzione put:
A) il contratto a
termine che attribuisce al compratore il diritto di decidere se acquistare
oppure no un’attività sottostante a (oppure entro) una certa data a un prezzo prefissato;
B) il contratto a
termine che attribuisce al compratore il diritto di decidere se vendere oppure
no un’attività sottostante a (oppure entro) una certa data a
un prezzo prefissato;
C) il contratto
che conferisce all’emittente il diritto di acquistare dal possessore una
quantità prefissata di uno strumento finanziario ad un prezzo prefissato;
D) il contratto
che conferisce all’emittente il diritto di acquistare dal possessore una
quantità prefissata di uno strumento finanziario ad un prezzo che verrà fissato alla scadenza del contratto.
Trattasi di un’option di vendita, attraverso la quale si prenota il diritto di vendere titoli, valute estere, merci e così via ad un prezzo prefissato, o ad esercitare il diritto di rinuncia a vendere, nel caso di errata previsione. Il privilegio di poter scegliere d vendere o non vendere si basa sul pagamento preventivo di un premio (cd. Strike price) al soggetto che rilascia l’opzione.
6) Ai sensi del
regolamento Consob n. 11522/1998, l’attività di
promotore finanziario non è incompatibile con la qualità di:
A) agente di
cambio iscritto nel ruolo unico;
B) dipendente di
un soggetto abilitato appartenente al gruppo al quale appartiene quello per
conto del quale opera il promotore;
C) addetto al
controllo interno presso un soggetto abilitato;
D) socio della
società di revisione incaricata della certificazione
del bilancio del soggetto abilitato per conto del quale opera il promotore.
Il riferimento è all’art. 94, lett. c) del regolamento Consob n. 11522/1998.
7) Il MIBTEL è:
A) l’indice relativo a tutte le azioni quotate nel segmento STAR dei
mercati MTA e MTAX;
B) l’indice relativo a tutte le azioni nazionali quotate in borsa e nel
mercato MTAX;
C) l’indice relativo alle azioni quotate nel segmento Blue Chip di
borsa e del mercato MTAX e non incluse nel paniere dello S&P/MIB;
D)
l’indice azionario rappresentativo dell’andamento dei principali 40 titoli
azionari (blue chips) quotati su MTA e MTAX.
Il MIBTEL (acronimo di Milano Indice di Borsa Telematica) è un indice informativo di borsa e tra gli indici generali relativi al mercato italiano è quello rappresentativo di tutti i titoli negoziati nel circuito telematico e nel mercato MTAX.
8) Ai sensi del decreto
legislativo n. 58/1998, il diritto di acquistare le azioni residue è
riconosciuto a chi, a seguito di un’offerta pubblica avente ad oggetto la
totalità delle azioni con diritto di voto, venga a detenere:
A) più del 90%
delle azioni con diritto di voto;
B) almeno il 90%
delle azioni con diritto di voto, se ha dichiarato nel documento d’offerta
l’intenzione di avvalersi di tale diritto di acquisto
e lo esercita entro quattro mesi dalla conclusione dell’offerta;
C) più del 98%
delle azioni con diritto di voto, se ha dichiarato nel documento d’offerta
l’intenzione di avvalersi di tale diritto di acquisto
e lo esercita entro quattro mesi dalla conclusione dell’offerta;
D) almeno il 60%
delle azioni con diritto di voto.
La risposta esatta è data dall’art. 111, comma 1 del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF).
9) Ai sensi del decreto
legislativo n. 58/1998, nel caso in cui il gestore sia diverso dalla società
promotrice di fondi comuni d’investimento, chi provvede, nell’interesse dei
partecipanti, all’esercizio dei diritti di voto inerenti agli strumenti
finanziari di pertinenza dei fondi gestiti?
A) La banca
depositaria;
B) Sempre e
soltanto la società promotrice di fondi, ed è nullo ogni patto contrario;
C) Sempre e
soltanto il gestore, ed è nullo ogni patto contrario;
D) Il gestore,
salvo patto contrario.
Il riferimento è all’art. 40, comma 3 del TUF.
10) In contratto “floor”, a copertura del rischio di tasso, il venditore ha aspettative:
A) di rialzo dei
tassi di interesse;
B) di ribasso dei
tassi di interesse;
C)
indifferentemente di rialzo o di ribasso dei tassi di interesse;
D) di rialzo dei
corsi azionari.
Il contratto “floor” è un tipo di opzione negoziata in mercati non regolamentati, avente per oggetto i tassi d’interesse. Con il “floor” il venditore, dietro la ricezione di un premio da parte dell’acquirente, vende il diritto a pagare al medesimo acquirente un importo pari al prodotto tra un capitale nozionale di riferimento e la differenza, se positiva, tra un tasso di interesse contrattuale ed un tasso di interesse di mercato rilevato periodicamente sulla base di un indice di mercato. Da ciò discende che il venditore deve avere aspettative di rialzo dei tassi d’interesse.
11) Ai sensi del decreto
legislativo n. 58/1998, la società che si avvale di un promotore finanziario
che si sia reso responsabile di violazioni delle norme del decreto stesso o
delle disposizioni generali o particolari emanate dalla Consob
in forza di esso:
A) risponde del
pagamento della sanzione pecuniaria in solido con il promotore e può esercitare
il regresso nei suoi confronti;
B) risponde del
pagamento della sanzione pecuniaria solo se il promotore
è insolvente;
C) risponde del
pagamento della sanzione pecuniaria in solido con il promotore, ed è tenuta ad
esercitare il regresso nei suoi confronti;
D) non risponde
del pagamento della sanzione pecuniaria irrogata al promotore.
La risposta esatta si desume dal dettato dell’art. 196, comma 4 del TUF.
12) In un’operazione di “pronti conto termine” il
prezzo “a termine” dei titoli
viene determinato:
A) sulla base del
prezzo di borsa più basso degli ultimi sei mesi;
B) sulla base del
prezzo di borsa più alto degli ultimi sei mesi;
C) capitalizzando
il prezzo “a pronti” in base al tasso di interesse
convenuto tra le parti;
D) sulla base
dell’ultimo prezzo ufficiale.
Si tratta di un’operazione di finanziamento a breve termine realizzata da un soggetto che abbia la necessità di far fronte a momentanee occorrenze di fondi o che, viceversa, abbia l’esigenza di investire elevati, ma temporanei, surplus di liquidità.
Questo tipo di operazione (detta anche vendita con patto di riacquisto) si concreta in una doppia compravendita di titoli a reddito fisso, ossia in una vendita (o acquisto) a pronti contro un acquisto (o vendita) a termine ad un prezzo prefissato. Nel caso di vendita a pronti e riacquisto a termine, l’operatore cede ad un prezzo determinato dei titoli e riacquista (o si impegna a riacquistare) altrettanti titoli della stessa specie ad un prezzo maggiorato.
Il differenziale tra il prezzo a pronti e quello a termine definito margine viene stabilito tra le parti in base al livello dei tassi d’interesse di mercato. Di conseguenza, il prezzo a termine sarà pari alla capitalizzazione del prezzo a pronti in base al tasso d’interesse convenuto contrattualmente, e comunque, corrispondente ai tassi praticati sul mercato monetario.
13) Ai sensi del decreto
legislativo n. 58/1998, le quote di fondi comuni di investimento
sono considerate:
A) strumenti
finanziari derivati;
B) servizi di investimento;
C) strumenti
finanziari;
D) mezzi di
pagamento;
L’art. 1, comma 2, lett c) del TUF risponde esattamente al quesito.
14) Il “Capital Asset Pricing Model”:
A) stabilisce una
relazione tra il rendimento di un titolo e la sua rischiosità relativa rispetto
al mercato misurata dal beta;
B) stabilisce una
relazione tra il rendimento di un titolo e la sua durata misurata da un unico
fattore di rischio, detto duration;
C) stabilisce una
relazione tra il rendimento di un titolo e la sua durata misurata da un unico
fattore di rischio, detto convexity;
D) stabilisce che
il tasso di rendimento atteso delle azioni ordinarie di una impresa
indebitata aumenta in proporzione al rapporto debito/capitale netto espresso in
valori reali.
Il CAPM (Capital Asset Pricing Model) è un modello matematico che consente di descrivere la relazione esistente tra rischio e rendimento di un’attività; è basato sulla cd. legge del prezzo unico per cui a parità di rischio, i rendimenti di due attività dovrebbero aggiustarsi fino a diventare uguali.
In pratica il valore di un titolo dipende dal grado di rischio che lo connota: tanto più è elevato il rischio, tanto più il titolo deve essere in grado di remunerare l’investitore che lo intende acquistare.
15) Si definisce “Book Value per Share”:
A) il valore di
un’azione calcolato dividendo il totale dell’attivo circolante per il numero di azioni ordinarie;
B) il valore di
un’azione calcolato dividendo il patrimonio netto per il numero delle azioni
ordinarie in circolazione;
C) il valore di
un’azione calcolato dividendo l’utile per il numero di azioni
ordinarie;
D)
il rapporto tra il prezzo di mercato delle azioni e la misura contabile di
patrimonio netto.
Il Book Value per Share è dato dal rapporto tra il valore di stato patrimoniale del patrimonio netto e il numero delle azioni ordinarie in circolazione. Nel linguaggio borsistico rappresenta la misura del patrimonio netto espressa in termini monetari con riferimento a ciascuna azione.
16) Il promotore può
ricevere dall’investitore per la conseguente immediata trasmissione:
A) strumenti
finanziari nominativi o al portatore, intestati o
girati a favore del soggetto che presta il servizio oggetto di offerta;
B) strumenti
finanziari nominativi o al portatore, esclusivamente
nel caso in cui siano intestati a favore del soggetto che presta il servizio
oggetto di offerta;
C) strumenti
finanziari nominativi o all’ordine, intestati o girati
a favore del soggetto che presta il servizio oggetto di offerta;
D) strumenti
finanziari nominativi o all’ordine, esclusivamente nel
caso in cui siano intestati o girati a favore dell’investitore stesso.
La risposta esatta si ricava dall’art. 96, comma 6, lett. c) del regolamento Consob n. 11522/1998.
17) Ai sensi del codice
civile, nei depositi di una somma di denaro presso una banca, questa:
A) ne acquista la proprietà e può restituirla anche in titoli
di Stato;
B) non ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella
stessa specie monetaria;
C) ne acquista la proprietà e può restituirla anche in diversa
specie monetaria;
D) ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella
stessa specie monetaria.
In base al dettato dell’art. 1834 c.c. “nei depositi di una somma di denaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed e obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi”.
18) A parità di altre condizioni, in regime di capitalizzazione composta
il valore attuale di una rendita perpetua è:
A) inversamente
proporzionale al tasso di interesse;
B) inversamente
proporzionale alla rata;
C) direttamente
proporzionale al tempo;
D) direttamente
proporzionale al montante a scadenza.
Una rendita si dice perpetua quando il numero delle rate n è infinito. La formula per il calcolo del valore attuale (o prezzo) di una rendita è la seguente:

Se il numero delle rate, come detto, tende ad infinito, il rapporto 1/(1+i)n tende a zero, per cui la formula della rendita perpetua diventa

Se ne deduce che il valore attuale di una rendita perpetua è inversamente proporzionale al tasso d’interesse.
.
19) Ai sensi del decreto
legislativo n. 58/1998. l’investitore, entro sette
giorni dalla data di sottoscrizione dei contratti di collocamento di strumenti
finanziari conclusi fuori sede, può comunicare il proprio recesso:
A) al soggetto
abilitato, previo pagamento delle spese;
B) esclusivamente
al promotore finanziario, previo pagamento delle spese;
C) esclusivamente
al soggetto abilitato, senza pagamento di spese;
D)
al promotore finanziario o al soggetto abilitato, senza spese né corrispettivo.
La risposta esatta si evince dall’art. 30, comma 6 del TUF.
20) La misura di
volatilità utilizzata nei modelli di valutazione delle opzioni
su titoli azionari esprime:
A) la deviazione standard
dei prezzi dell’attività sottostante;
B) la deviazione
standard dei rendimenti dell’attività sottostante;
C) la deviazione
standard dei tassi di interesse;
D) la deviazione
standard dei dividendi attesi.
I fattori che determinano i prezzi delle opzioni su un titolo azionario sono: a) il prezzo corrente dell’azione; b) il prezzo di esercizio; c) la vita residua; d) la volatilità del prezzo dell’azione; e) il tasso di interesse privo di rischio; f) i dividendi attesi durante la vita dell’opzione. Il punto d) è definito come la deviazione standard dei tassi di rendimento di un’azione in un breve periodo di tempo e misura l’incertezza circa i futuri movimenti del prezzo del titolo.
21) Ai sensi del codice
civile, nelle operazioni bancarie regolate in conto corrente, se l’incarico
deve eseguirsi su una piazza dove non esistono filiali della banca:
A) questa deve
rifiutare l’esecuzione;
B) questa può
incaricare dell’esecuzione esclusivamente un’altra banca;
C) questa può
incaricare dell’esecuzione esclusivamente un suo corrispondente;
D) questa può
incaricare dell’esecuzione un’altra banca o un suo corrispondente.
Il riferimento è all’art. 1856, comma 2, c.c.
22) Ai sensi del decreto
legislativo n. 58/1998, in quale dei seguenti casi, tra gli altri, non è
necessario comunicare preventivamente alle competenti autorità la volontà di
procedere ad una sollecitazione all’investimento?
A) Quando una
società di rating certifica l’elevato grado di solvibilità ed
affidabilità del soggetto emittente;
B) Quando la
sollecitazione ha per oggetto obbligazioni emesse da
società quotate in Borsa ad elevata capitalizzazione;
C) Quando la
sollecitazione ha per oggetto strumenti finanziari emessi
da organismi internazionali a carattere pubblico di cui facciano parte uno o
più Stati membri dell’Unione europea;
D) Quando la
sollecitazione ha per oggetto prodotti finanziari emessi da banche.
La risposta esatta è fornita dall’art. 100, comma 1, lett. d) del TUF.
23) Ai sensi del decreto
legislativo n. 58/1998, a quale sanzione amministrativa accessoria è soggetto
il promotore finanziario cui sia stata applicata una sanzione amministrativa
pecuniaria per abuso di informazioni privilegiate?
A) Alla
radiazione dall’Albo unico nazionale dei promotori finanziari;
B) Alla perdita
temporanea dei requisiti di onorabilità;
C) Alla interdizione dai pubblici uffici;
D) Alla
pubblicazione del provvedimento con cui è stata applicata la sanzione
amministrativa pecuniaria su almeno due quotidiani, di cui uno economico, a
diffusione nazionale.
L’art. 187-quater, comma 1 del TUF soddisfa il suddetto quesito.
24)Il rendimento che si
consegue detenendo fino alla sua scadenza naturale un’obbligazione decennale
con cedola semestrale costante e rimborso alla pari:
A) dipende dal
prezzo di acquisto e dal rendimento derivante dal reinvestimento delle cedole incassate;
B) dipende dal
livello dei tassi di interesse al momento della
scadenza dell’obbligazione;
C) è sempre pari
al tasso interno di rendimento calcolato al momento dell’acquisto;
D) dipende dal
differenziale fra tassi a breve e a lungo termine.
Il calcolo del rendimento effettivo di un’obbligazione è possibile solo alla scadenza della stessa. La soluzione A risulta quella esatta perché tiene in considerazione sia i flussi di cassa percepiti dall’investitore dall’acquisto del titolo obbligazionario fino alla sua relativa scadenza sia la struttura dei tassi di interesse con la quale tali flussi vengono ex post valutati.
25) Ai sensi del
regolamento Consob n. 11522/1998, nella prestazione
del servizio di negoziazione per conto terzi, il
prezzo praticato all’investitore:
A) può essere
superiore a quello ricevuto o pagato dall’intermediario e non è ammessa
l’applicazione delle commissioni e delle spese;
B) è
esclusivamente quello ricevuto o pagato dall’intermediario,
ferma restando l’applicazione delle commissioni e delle spese;
C) può essere
inferiore a quello ricevuto o pagato dall’intermediario e non è ammessa l’applicazione
delle commissioni e delle spese;
D) è sempre
superiore a quello ricevuto o pagato dall’intermediario e non è ammessa
l’applicazione delle commissioni e delle spese.
La risposta esatta è individuata dall’art. 32, comma 6 del regolamento Consob n. 11522/1998.
26) Ai sensi del decreto
legislativo n. 58/1998, quali, tra i seguenti, sono strumenti finanziari
derivati?
A) Le quote di
fondi comuni di investimento;
B) I titoli di
debito negoziabili sul mercato dei capitali;
C) I contratti di
scambio a pronti e a termine su tassi di interesse,
anche quando l’esecuzione avvenga attraverso il pagamento di differenziali in
contanti;
D)
Le azioni e gli altri titoli rappresentativi di capitale di rischio negoziabili
sul mercato dei capitali.
Il riferimento è all’art. 1, comma 2, lett. g) del TUF.
27) Un soggetto che
detenga una posizione lunga su azioni può coprirsi dal rischio di diminuzione
delle relative quotazioni:
A) acquistando opzioni put sul
sottostante;
B) acquistando
contratti futures sul sottostante;
C) vendendo opzioni put sul
sottostante;
D) acquistando interest
rate cap sul sottostante.
L’acquisto di titoli (posizione lunga) determina l’esposizione al rischio di perdite quando il prezzo del titolo scende sotto il prezzo di acquisto. L’acquisto di un’opzione put conferisce, a fronte del pagamento di un premio, il diritto di vendere ad un prezzo prefissato un certo quantitativo di titoli. Tale diritto può essere esercitato entro una determinata data (nelle opzioni di tipo americano) oppure solo alla data di scadenza (nelle opzioni di tipo europeo). Acquistando opzioni put sul sottostante e fissando il prezzo di esercizio al prezzo di acquisto del titolo (o ad esempio un punto percentuale più basso), si riescono quindi ad evitare le perdite (o a contenerle entro l’uno per cento), detratto ovviamente il costo del premio (strike price) e dunque si è coperti dal rischio di diminuzione ulteriore delle relative quotazioni.
28) Si definiscono “commodity futures”:
A) i contratti
derivati mediante i quali le parti si impegnano a scambiare
a una scadenza determinata un certo quantitativo di merce, ben identificata, a
un prezzo predefinito;
B) i contratti
derivati mediante i quali le parti si impegnano a
scambiare a una scadenza determinata tassi di interesse a un prezzo predefinito;
C) i contratti
derivati mediante i quali le parti si impegnano a
scambiare alla scadenza pattuita un certo quantitativo di obbligazioni, in
genere titoli di Stato, a un prezzo predefinito;
D)
le previsioni fatte dalle agenzie di rating sul futuro andamento del
prezzo delle obbligazioni.
I futures sono particolari contratti posti in essere quando le parti concordano subito la quantità ed il prezzo, ma stabiliscono di differirne l’esecuzione ad una data futura. Un operazione di questo tipo viene definita “ a termine” e, in base al tipo di bene scambiato, si parla di financial futures, se i beni oggetto dello scambio sono prodotti finanziari (titoli, valute, monete, metalli preziosi) o di commodity futures, se hanno come attività sottostante beni reali, in particolare materie prime.
29) Ai sensi del decreto
legislativo n. 58/1998, nel caso di accertata
violazione delle disposizioni previste dal decreto stesso in materia di offerte
pubbliche di acquisto o di scambio, la Consob, in
pendenza dell’offerta, può:
A) chiedere
l’intervento del Ministro dell’economia e delle finanze;
B) sospenderla in
via cautelare per un periodo di sessanta giorni;
C) chiedere alla
società le cui azioni sono oggetto dell’offerta di
convocare immediatamente l’assemblea straordinaria per deliberare le operazioni
necessarie per contrastare il conseguimento degli obiettivi dell’offerta;
D) dichiararla
decaduta.
L’art. 102, comma 3, lett. b) del TUF soddisfa la domanda.
30) Ai sensi del decreto
legislativo n. 58/1998, quale, tra i seguenti, è un servizio di
investimento?
A) La concessione
di finanziamenti agli investitori per consentire loro di effettuare
un’operazione relativa a strumenti finanziari, nella quale interviene il
soggetto che concede il finanziamento;
B) La custodia e
amministrazione di strumenti finanziari;
C) La gestione su
base individuale di portafogli di investimento per
conto terzi;
D)
L’intermediazione in cambi.
Il riferimento è all’art. 1, comma 5, lettera d) del TUF.
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